Educazione sessuale/affettiva nelle scuole
- segreteria318
- 12 giu
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Giovedì 4 giugno il Senato ha definitivamente approvato con 78 voti a favore e 38 contrari un disegno di legge sull’educazione sessuale nelle scuole.
La nuova legge vieta di affrontare temi attinenti all’ambito sessuale nelle scuole primarie e nelle scuole dell’infanzia, e stabilisce che per affrontarli alle scuole medie e superiori servirà un’autorizzazione firmata dai genitori o dagli studenti, se maggiorenni.
Negli ultimi mesi questo disegno di legge era stato al centro di intense discussioni politiche.
L’Italia è uno dei pochi paesi europei dove l’educazione sessuale nelle scuole non è obbligatoria per legge, insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia e Romania.
Secondo diversi studi internazionali e anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità
fare educazione sessuale a scuola riduce l’incidenza di gravidanze precoci, aborti e infezioni sessualmente trasmissibili, nonché di episodi di violenza, abusi e di discriminazioni legate al genere o all’orientamento sessuale.
La nuova legge introduce l’obbligo per le scuole medie e superiori di chiedere il consenso dei genitori degli studenti minorenni per la partecipazione a corsi sull’educazione sessuale e
affettiva. La richiesta di consenso deve comunicare gli obiettivi educativi dei corsi, gli argomenti trattati e le modalità di svolgimento delle attività, e segnalare l’eventuale presenza di esperti esterni.
La norma prevede che il consenso informato debba essere chiesto almeno una settimana prima che inizino le attività, e che il materiale didattico utilizzato durante gli incontri debba essere reso disponibile ai genitori per una visione preventiva. Se i genitori decidessero di non far partecipare il proprio figlio o la propria figlia, la legge impone alla scuola di garantire attività formative alternative (quali attività però non si sa).
Valditara ha commentato l’approvazione definitiva della riforma dicendo che tutelerà «i bambini dalla confusione della propaganda gender» e restituirà «voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni». Da un’indagine del ministero della Salute emerge però che la famiglia, in Italia, è un contesto in cui difficilmente si affrontano temi come la sessualità, le infezioni sessualmente trasmissibili
Se poi pensiamo alle famiglie delle donne e ragazze che si rivolgono ai nostri sportelli …crediamo che in queste famiglie difficilmente sarà dato il consenso perdendo così l’unica opportunità che i ragazzi e le ragazze possono avere per formare una loro corretta consapevolezza sulla gestione delle relazioni affettive e sessuali
Noi come Volontarie della ASSOCIAZIONE DONNE CONTRO LA DISCRIMINAZIONE non ci
fermeremo e continueremo a proporre alle scuole di ogni ordine e grado percorsi formativi , attraverso laboratori esperienziali sull'affettività, la gestione delle differenze e dei conflitti , la consapevolezza di sè.




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