Bicchiere mezzo pieno
- segreteria318
- 2 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Le buone notizie, o quelle che ci fanno stare un po’ meglio, occorre cercarle, osservare molto attentamente.
Partita di semifinale di Coppa Italia 2026, un evento seguito perché siamo italiani e il pallone è nello spirito sportivo di almeno una persona in ogni famiglia. Se poi è condiviso tra più familiari è ancora più sentito.
Gli spazi pubblicitari nel campo di gioco vanno a ruba e la tecnologia ha permesso di valorizzare questi spazi. Mentre una volta i cartelloni erano fissi e permettevano di essere utilizzati per messaggi selezionati, oggi si possono alternare grazie a schermi multifunzione.
E poi ci sono la curva e la zona dietro alla porta, spazi pubblicitari ambiti e richiesti perché hanno maggiore visibilità.
Proprio qui, durante la partita di semifinale del 21 aprile, si è visto un lungo striscione rosso, con la scritta in bianco “Basta femminicidi”. Non si poteva non vedere, inquadrato più e più volte, zoomato, mentre il gioco si svolgeva, mentre gli spettatori da casa guardavano la palla e i giocatori che se la rimbalzavano, ogni tanto cadeva l’occhio, inevitabile.
Quindi viene da dire, ne parlano anche qui, anche sul campo di calcio dove tutto sembra un gioco. Poi, a leggere le notizie, si capisce che effettivamente ci sono dei movimenti attivi riguardo ai femminicidi, personaggi sportivi che si dedicano in prima linea per sensibilizzare.
Certo è che non tutti approfondiscono gli eventi sportivi leggendo giornali e seguendo i notiziari. Si guarda la partita e tutto finisce li. Ciò che si vede e ciò che ci colpisce è quello che si vede in campo e intorno al campo nel momento stesso della partita
Qualunque canale si abbia a disposizione è importante parlarne, far emergere la voce di chi vuole dire “basta”, soprattutto durante gli eventi ad alta partecipazione di pubblico.
Un passo alla volta ce la faremo ...





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