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Oltre i modelli di genere. Donne e uomini insieme per il cambiamento

Aggiornamento: 20 apr

L’associazione Amici della biblioteca di Montalto Dora in collaborazione con la Casa delle Donne e Ciao Maschio ha organizzato il 5 marzo di quest’anno un incontro “Oltre i modelli di genere. Donne uomini insieme per il cambiamento”


Scriverne sottolineandone l’importanza richiede tre ordini di premesse.

La prima indica che è possibile il superamento della cultura del patriarcato e relativi stereotipi, dannosi sia per uomini sia per donne e, che insieme, possono essere cancellati.

E’ anacronistico credere, ad esempio, che nella società attuale “sia soprattutto l’uomo a provvedere all’economia familiare” quando con un mercato del lavoro asfittico , bassi salari e precari viene richiesto di fatto alla coppia il contributo di entrambi.


La seconda invece è diretta ai provvedimenti restrittivi dei giudici rispetto violenza domestica o stalking che, assieme al divieto di avvicinamento, obbligano la frequenza a gruppi maschili, ai recenti spazi di condivisione e crescita personale per uomini che vogliono riflettere sui vissuti di violenza e prevaricazione e dar vita a nuove relazioni.

Al fine di costruire una identità maschile consapevole e capace di realizzare rispetto e sostegno reciproco.


La Terza considerazione, infine, riguarda un percorso già attuato dalle donne e che, pertanto, possono essere d’aiuto. Senza scomodare Carla Lonzi “siamo state a guardare per 2000 anni, adesso abbiamo visto”, è evidente in esso il passaggio dall’osservazione passiva dei modelli della cultura patriarcale alla presa di coscienza.

Non più limitarsi a guardare le strutture sociali, ma vederne i meccanismi di oppressione per entrambi i sessi .


Su queste premesse non esplicitate ma interiorizzate , si è svolto il confronto tra le motivazioni del gruppo Ciao Maschio, e le esperienze della Casa delle Donne.


Gli interventi maschili hanno spiegato il perché dei loro incontri, non ancora associazione, ma solo appuntamenti per parlare, partendo da sé, del controllo delle emozioni così come impone il patriarcato e il disagio che ne deriva.

Come gestirle e non reprimerle. Come, a volte, si tratti di comportamenti trasmessi e appresi. Come intraprendere il percorso di cambiamento nella mentalità e nella pratica quotidiana.

Non semplice, ma sicuri della strada intrapresa.


Per la casa delle donne invece ci sono stati interventi a più voci che hanno riguardato lo sportello antiviolenza e modalità di approccio e aiuto. Il lavoro di prevenzione nelle scuole e i laboratori.

Questi ultimi, dai contenuti diversi, quali ad esempio l’arte terapia e la scrittura autobiografica, con lo scopo di promuovere consapevolezza, espressività liberatoria e benessere psicofisico. Oltre una relazionalità più ricca e generativa.

Infine, al termine è stato letto un brano di Michela Murgia sul patriarcato che assegna ruoli e funzioni distinte a uomini e donne, mentre l’assunto comune è la ricerca della complementarietà, basata sulla sinergia delle differenze e non sulla subordinazione.


Il pubblico numeroso, donne e uomini non giovani, hanno lasciato scritto dietro invito, più di trenta commenti, che descrivono emozioni diverse.

Quasi tutte introspettive, ma con direzioni divergenti.


Ad esempio, osservazioni strettamente personali “Ho sempre pensato che maschio è meglio sin da piccola! Mi comportavo da maschiaccio giocavo a calcio. Facevo lavori da maschio.

Ma poi ho dovuto fare i conti con i maschi, per capire che essere donna vuol dire tante cose.

Oggi ho due figlie femmine e le cresco nella consapevolezza di essere sempre fedeli solo a se stesse”

Oppure “La vera novità per me è stato scoprire un gruppo di uomini che si incontrano a parlare di sé. Penso sia una iniziativa splendida che possa scardinare la difficoltà dell’uomo di mettersi in discussione. Sarebbe bello essere liberi insieme”


Altri, invece, sono proiettati in un altrove generico. “Allargare le vostre associazioni a più comuni coinvolgendo anche le amministrazioni.

Il dialogo è la cosa importante, dobbiamo coinvolgere più giovani possibile, entrando nei punti di aggregazione, che non esistono più”. Anche “Fondamentale lavorare sulle nuove generazioni”


Infine, i suggerimenti propositivi “Credo che questo tipo di incontri vadano ripetuti. Molto interessanti”

“Aumentare la frequenza degli incontri per sensibilizzare e far riflettere sulle nostre convinzioni profonde che portano a comportamenti maschilisti e di parte , anche non chiari a noi stessi”.

“Bello imparare a condividere le emozioni e trovare spazi di attenzione e ascolto”

“Una salita da percorrere insieme”


E per chiudere con un sorriso, il rimpianto sfuggito, il desiderio istintivo a non cambiare le cose “La cura è un atteggiamento e attività propria delle donne perché sono naturalmente predisposte”


Invece il messaggio implicito dell’incontro è che non siano più solo le donne “il soggetto imprevisto” della storia, ma diventare insieme, uomini e donne che rifiutano discriminazioni o finte uguaglianze, i soggetti imprevisti e liberi.

Semplicemente perché i modelli del patriarcato non hanno senso, rispetto a identità nuove funzionali al vivere moderno.

 
 
 

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