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Parole numeri generi (parte 1)

Uguaglianza parità reciprocità, il traguardo che si pongono oggi i generi, uomini e donne per sconfiggere le regole del patriarcato. E le abitudini generalizzate che diventano regole.


Le parole sono gli strumenti essenziali per trasmettere idee e comunicare, ma per quanto riguarda la scelta e l’obiettivo di uguaglianza, parità e reciprocità, per dare loro senso compiuto ed efficacia, occorre riflettere prima su altri termini e situazioni. Ruolo, funzione, sessualità.

E assumendo uno spartiacque, una linea di demarcazione tra uomini e donne, vediamo come nel tempo essi come si siano mossi.


Ruolo, già nel mito la donna nasce da una costola di Adamo , ed è stata a lungo soggetta alla patria potestà, non potendo andare in giudizio né amministrare il proprio patrimonio.

Nei secoli, sempre in secondo piano, lui cacciatore lei custode del fuoco, dietro l’agricoltore le raccoglitrici, al guerriero il comfort women. E le coppie, primario infermiera, manager segretaria, marito moglie.

Solo un lampo, nel neolitico la dea madre, divinità primordiale legata al ciclo della vita, simbolo della fertilità, dare vita e nutrire , protezione, opposte a distruzione e possesso.


Funzione, certamente procreare, l’essere umano si forma e sviluppa nel ventre materno, ma si ritiene un bene che il primogenito sia maschio. Maternità enfatizzata e spesso penalizzata, tanto che nel mondo del lavoro frena assunzioni e carriera.

Altra funzione incontrastata l’accudire, ed è staticamente accertato che la donna pur lavorando fuori casa, dedica al lavoro domestico 5 ore e 9 minuti, mentre il partner convivente 2 ore e 16 minuti. E non è un caso che solo il 54% delle famiglie abbia la lavastoviglie, tanto in cucina c’è un ottimo sostituto, neppure energivoro.

E’ spesso colpa delle donne stesse (58,8%) che ritengono l’uomo meno capace, oppure non riescono a delegare.

La donna oblativa sembra essere un modello, invece è perdita di sé, una sottrazione di benessere e identità. Oltre ad essere un pessimo esempio per figli maschi e femmine. Entrambi lo praticheranno nella futura vita di coppia, egoisti e non collaborativi i primi, le ragazze inclini alla rinuncia, alla sopportazione.

Squilibri che ripropongono stereotipi e che incidono sui giorni di congedo obbligatorio di paternità (10 gg !) e sono il cuore della diseguaglianza di genere .


Sessualità, occorre vincere il silenzio e il pudore. Esiste una reticenza ad affrontare l’argomento e, mentre gli uomini vantano le loro performance, le donne tacciono.

Escludendo lo stupro di guerra e le droit de signeur, sono esistiti a lungo gli stupri legali, quelli della prima notte di nozze su vergini ignare, disinformate. Nel pacchetto del matrimonio come prospettiva c’era la verginità tanto difesa quanto più la dote era esigua, il debito coniugale e il remedium concupiscentiae della chiesa..

Soddisfazione e insoddisfazione, non uscivano dalla camera da letto, assieme alla paura per

le donne delle gravidanze indesiderate.

La disinformazione è durata a lungo prima dell’arrivo del 68’, del femminismo e della pillola contraccettiva grazie al dr. Pinkus.

Sono incominciati gli interrogativi, parlarne tra amiche, interrogando madri o nonne, donne anch’esse. Sino ai gruppi di autocoscienza, una pratica politica autonoma, un percorso centrato sul sé e alla relazione con le altre donne.

I temi erano l’identità femminile e il suo ruolo difronte alle strutture sociali che vertono sulla centralità dell’uomo, del suo potere nella coppia, famiglia e società.

Una catarsi collettiva e un processo di liberazione emotiva, non apertamente riconosciuto, ma che ha cambiato condizioni consolidate. Una rivoluzione silente


continua .......

 
 
 

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